Metodologia

Qualità e gestione delle acque di balneazione

Il decreto interministeriale di attuazione del d.lgs 116/08 che recepisce la direttiva comunitaria 2006/7/CE definisce i criteri, le modalità e le specifiche tecniche per il programma di monitoraggio e per le azioni di gestione sui divieti di balneazione e sulle eventuali revoche degli stessi.

Il programma di monitoraggio, definito da apposito calendario trasmesso al Ministero della Salute, ad inizio stagione, consta di campionamenti da svolgersi, nel periodo aprile-settembre, con un intervallo tra le date di prelievo che non supera mai la durata di un mese per (all.IV del d.lgs.116/08). Le date di campionamento fissate nel calendario di monitoraggio non possono essere posticipate oltre quattro giorni da quelle indicate.

Le azioni di gestione dei divieti di balneazione e delle eventuali revoche degli stessi sono determinate dal superamento o meno dei valori limite dei parametri batteriologici, Enterococchi intestinali ed Escherichia Coli,  rilevati su un singolo campione, così come fissati nell' allegato A del decreto attuativo del d.lgs 116/08.

In dettaglio le azioni di gestione prevedono:

  • Divieto temporaneo di balneazione: In caso di superamento dei valori limite relativi ad un singolo campione, riportati in allegato A. In tal caso effettuare campionamenti nei giorni successivi in punti significativi a distanza crescente dal punto di prelievo per delimitare l'area e analizzare le cause dell'inquinamento e di individuare o attuare adeguate misure di miglioramento.
  • Revoca del provvedimento di chiusura alla balneazione: Primo esito analitico favorevole successivo all'evento di inquinamento.
  • Riapertura acque vietate ex art.6 DPR 470/82: A seguito di 2 campionamenti favorevoli effettuati a partire dal mese di aprile.
  • Riapertura acque vietate ex art.7 DPR 470/82: A seguito di 4 campionamenti favorevoli effettuati a partire da aprile, con cadenza quindicinale, previa dimostrazione dell'avvenuto risanamento attraverso la comunicazione delle misure di miglioramento messe in atto.

In aggiunta ai controlli microbiologici, indicatori di contaminazione di origine fecale, sono previste dalla normativa vigente indagini per consentire un'individuazione tempestiva dei rischi derivanti dalla proliferazione cianobatterica o di macroalghe, fitoplancton o fitobentos marino (art.3)

Partecipazione e informazione al pubblico (art.4)

  • Il Ministero della Salute garantisce la partecipazione al pubblico con il "Portale Acque" che contiene tutte le informazioni relative alle acque di balneazione e consente la formulazione di suggerimenti, osservazioni o reclami.
  • Le Regioni, Province autonome e Comuni assicurano informazione al pubblico e ne favoriscono la stessa per la preparazione, la revisione e l'aggiornamento degli elenchi di acque di balneazione (art.6 comma 1 d.lgs. 116/08)
  • Le autorità competenti utilizzano segni e simboli indicati dalla Commissione Europea (art.15 comma 5 d.lgs. 116/08) con la decisione di esecuzione della commissione 2011/321/UE.
 

Valutazione della qualità delle acque di balneazione

La valutazione sulla qualità delle acque di balneazione è effettuata in relazione a ciascuna acqua di balneazione, al termine di ogni stagione balneare, sulla base dei dati relativi alla stagione balneare in questione e alle tre stagioni balneari precedenti secondo le procedure stabilite dalla norma.  A seguito della valutazione è possibile effettuare la classificazione delle acque di balneazione come acque di qualità: "scarsa", "sufficiente", "buona", "eccellente".

Il d.lgs. 116/08 prevede all'art.8 comma 3 che "entro la fine della stagione balneare 2015, tutte le acque di balneazione siano almeno sufficienti". La classificazione secondo le 4 classi di qualità tiene conto sia dei controlli analitici che delle misure di gestione preventive sulla base delle densità degli indicatori microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli).

Per quanto riguarda i cianobatteri, le macro-alghe, il fitoplancton marino, residui bituminosi e materiali quali vetro, plastica, gomma o altri rifiuti, qualora si individui un rischio per la salute, si dovranno adottare provvedimenti di gestione adeguati per prevenire l'esposizione, includendo l'informazione ai cittadini. Tali parametri non verranno comunque considerati ai fini della classificazione. Inoltre le acque di balneazione saranno individuate secondo "aree omogenee", permettendo così di razionalizzare la rete di monitoraggio attuale ed escludere dalla lista delle acque di balneazione quelle non adibite a tale scopo, quali aree portuali, foci di fiumi, aree militari, etc. Questa semplificazione e la migliore definizione dei parametri da ricercare rappresenterà un'ottimizzazione delle attività di sorveglianza. La riduzione dei parametri da monitorare, oltre a determinare una semplificazione dell'attività e una diminuzione significativa dei costi permetterà di focalizzare tale attività in quei punti che possono essere maggiormente rappresentativi per ulteriori indagini.

La definizione di qualità delle acque di balneazione terrà pertanto conto non esclusivamente della valutazione analitica della qualità delle acque, ma anche di tutti quegli elementi che possono influenzare e contribuire alle modifiche e/o al deterioramento della qualità igienico-sanitaria e ambientale delle acque. Saranno da acquisire informazioni sul territorio, sulle caratteristiche geografiche, geomorfologiche, idrogeologiche delle acque, sulla qualità e sulla quantità delle fonti di inquinamento con particolare attenzione a quelle potenzialmente rischiose per la salute umana e sugli interventi mirati ad assicurare il mantenimento e il miglioramento dell'ambiente naturale e di tutti gli usi connessi alla risorsa mare. L'insieme di queste informazioni consentiranno la definizione dei "Profili di Balneazione", previsti dalla normativa vigente, che rappresentano uno strumento fondamentale per l'informazione sulla qualità delle acque di balneazione, la presenza di fattori di rischio per la salute dei bagnanti (eutrofizzazione, fioriture algali ed eccessivo sviluppo di fitoplancton o alghe verdi o macrofite) e le misure di gestione adottate. Nel definire i profili vengono utilizzati anche i dati derivanti dall'attività conoscitiva di cui alla parte terza del d.Lgs. 152/06.

La Direttiva UE, quindi, contrariamente a quella precedente, limitata alle attività  di monitoraggio, si pone l'obiettivo di mettere in relazione lo stato di qualità delle acque di balneazione con le possibili fonti di contaminazione.  In sintesi le novità più rilevanti rispetto al DPR 470/82 e s.m.i. sono:

  • Valutazione di solo 2 parametri batteriologici: Enterococchi intestinali ed Escherichia coli  (più specifici come indicatori di contaminazione fecale)
  • Frequenza dei controlli almeno ogni 4 settimane durante la stagione balneare, secondo un calendario prestabilito, per un numero minimo di 4 campioni all'anno per punto di prelievo
  • Giudizio di qualità basato su nuovo calcolo statistico (Valutazione del 95° percentile (o 90° percentile) della normale funzione di densità di probabilità (PDF) log 10 dei dati microbiologici)
  • Classificazione delle acque annuale sulla base dei dati delle ultime 4 stagioni balneari
  • Analisi integrata d'area
  • Rivalutazione critica e revisione della rete di monitoraggio

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